disinfestazione moscheLe mosche, come le zanzare, fanno parte dell’ordine DIPTERA. Il prefisso greco “Di” (due) ci indica molto sul loro riconoscimento; i ditteri differiscono dalle altre specie di insetti per il fatto di avere solo due ali. Anche se all’apparenza possono assomigliare ad api o vespe da un esame più approfondito si rivelerà che essi hanno solo due ali, caratteristica fondamentale dei ditteri.

L’ordine dei ditteri è molto vasto, comprende circa 70.000 specie; dalle robuste mosche domestiche ai tafani, dai sirfidi alle delicate zanzare, fino ad arrivare ai comunemente chiamati moscerini.

Il regime alimentare di questi insetti si basa su una varietà molto grande di sostanze, dalle materie in decomposizione fino al nettare e al sangue. Ne consegue che questo ordine ha un’importanza economica notevole nella nostra società. Nello specifico le mosche coprofaghe e altre specie si nutrono di materiali in decomposizione, eliminando spesso i rifiuti giocano un ruolo fondamentale nell’equilibrio della natura.

Rischi derivanti da un’infestazione di mosche

Alcune specie, come la mosca delle carote, Psila rosae, è dannosa per le colture. Altre, come le famiglie Muscidae, Fannidae, Calliphoridae, Sarcophagidae e Scatophagidae, attaccano l’uomo, il bestiame e gli animali domestici rappresentando un serio rischio.

La forte presenza di mosche può rappresentare un serio rischio igienico-sanitario sia in ambiente civile che agrotecnico. Le mosche possono trasportare agenti patogeni come la Listeria e la Salmonella. Da uno studio condotto nel 2010 sull’area sud dei Colli Euganei si è rilevato che diversi agenti batterici trasportati dalle mosche erano i responsabili di note infezioni umane. Si evidenziò il Bacillus sp., l’Enterococcus sp., causa di diarrea, il Proteus sp., e Enterobacter sp., causa di infezioni al tratto urgo-genitale, ed il batterio Klebsiella pneumoniae, agente di infezioni del tratto respiratorio.

Anche se questi batteri sono di norma presenti anche nella cute umana o nell’intestino possono diventare agenti patogeni se trasportati dalle mosche. Il problema delle infestazioni di mosche è reale, negli ultimi anni l’abnorme proliferazione della mosca domestica ha determinato manifestazioni di sofferenza sociale.

La mosca comune è molto attiva sia in città che in campagna, i periodi dell’anno “più critici” sono i mesi di aprile e settembre-ottobre. Il fenomeno sembra avere un ruolo decisivo negli allevamenti avicoli, ma tra le cause dello sviluppo “selvaggio” delle mosche ci sono anche i tipi di pratiche agronomiche usate (spargimenti in campo, stoccaggio delle deiezioni etc).


Infestazioni di mosche in ambito zootecnico

disinfestazione mosche in allevamentoNel nostro paese il benessere e la protezione degli animali, allevati o custoditi per la produzione di derrate alimentari, lana, pelli e altri scopi è regolamentata dal D.Lgs n.146/2001, attuazione della Direttiva 98/58/CE e da altre norme specifiche all’allevamento di galline, suini, vitelli e ovini. Tuttavia nei siti predisposti ad allevamento la presenza di elevate popolazioni di Musca domestica e di altre specie di ditteri comporta dei disagi concreti sia agli animali che agli allevatori.

Se non adeguatamente gestito il letame può rappresentare l’habitat perfetto per lo sviluppo di enormi esemplari di mosche. L’elevata concentrazione di elementi nutritivi e l’elevata percentuale di umidità e calore fanno si che le mosche siano attratte da questo sub-strato. Ne consegue che anche il rendimento delle produzioni in termini di quantità e qualità ne è seriamente danneggiato.

È stato dimostrato come l’elevata presenza di mosche negli allevamenti, al pari di condizioni di errata gestione, possa determinare condizioni di stress per gli animali che può a loro volta determinare un serio danno sulla produttività. In queste situazioni le performance degli animali sono state seriamente compromesse, la riduzione della produzione del latte è significativa. Il processo ha inizio all’interno degli animali, in cui uno stato di disagio cronico si ripercuote negativamente sull’organismo promuovendo lo sviluppo di corticosteroidi circolanti che, a loro volta, hanno l’effetto di diminuire l’efficienza metabolica, alterare il sistema immunitario e deprimere i meccanismi endocrini che regolano la produzione.

L’abbattimento delle infestazioni muscidiche in ambito zootecnico è possibile almeno su due fronti:

  • con lotte biologiche
  • con lotte chimiche.

I risultati sono equiparabili, come pure i costi, ma in una lotta biologica si hanno maggiori benefici dal punto di vista del benessere degli animali e dell’inquinamento ambientale. L’applicazione di tecniche di lotta biologica alle mosche associate a buone pratiche gestionali volte al rispetto del benessere degli animali, porta ad un miglioramento delle rese produttive e ad una diminuzione dei costi di produzione e di gestione.


Lotta biologica alle mosche

La lotta biologica alle mosche inizia con una presa di coscienza, da parte dell’allevatore, dei punti critici dell’allevamento; il loro controllo è una necessità che ogni allevatore dovrebbe sentire. Solo in questo modo si potrà fornire al consumatore un’immagine della struttura e del prodotto finale conformi alle normative riguardo alla tracciabilità e alla sicurezza alimentare. Il fine ultimo delle procedure biologiche non è quello di tamponare situazioni di emergenza ma di porre le basi per un processo produttivo di livello qualitativo sempre maggiore.

Controllare i fattori abiotici come la temperatura ambientale e l’umidità relativa è possibile anche grazie ad accorgimenti di natura pratica: evitando il sovraffollamento degli animali negli spazi loro destinati, predisponendo sistemi di ventilazione adeguati, eliminando ogni perdita e ristagno d’acqua etc. É molto importante gestire in maniera oculata le deiezioni degli animali, il letame accumulato attira le mosche e i fastidi arrecati agli animali. Anche se negli allevamenti intensivi risulta molto difficile controllare i seguenti fattori, essi sono aspetti molto importanti per la riuscita della lotta.

Un sistema di disinfestazione mosche con lotta integrata comprendente un programma di trattamenti biologici associati a sistemi di cattura qualitativa e accurata gestione di letame e lettiere si è dimostrata efficace in molti allevamenti tanto da bloccare il ciclo larvale delle mosche.

Rispetto ai siti in cui viene avviata una lotta tradizionale con trattamenti chimici, le lotte ecologiche hanno dimostrato che è possibile ottenere risultati eccellenti su due diversi fronti:

  • aumentare la produzione di latte
  • diminuire la carica batterica del latte

rimedi naturali contro le moscheSe gestite un allevamento e desiderate una consulenza specializzata per avviare una lotta chimica, i nostri disinfestatori esperti, aventi una conoscenza approfondita in materia di zootecnia, potranno affiancarvi nel processo di conoscenza e attuazione delle metodiche. Ad esempio vi sarà utile sapere che molte problematiche relative alle infestazioni di mosche sono dovute alla imperfetta rimozione del letame animale. Molte volte a causa di lavaggi con pressione troppo bassa o all’inefficienza dei raschiatoi il letame non viene asportato correttamente. Altre volte a causa di poca areazione ai locali, di perdite degli abbeveratoi o dello scorretto drenaggio delle acque piovane, non è possibile disidratare il letame sufficientemente.

Il disinfestatore esperto di fronte a tali situazioni deve intervenire sulle zone più a rischio e contemporaneamente istruire il gestore sulle tecniche di mantenimento più adatte. Tenendo conto di eventuali ricadute avvierà una serie di azioni per la riuscita del lavoro. In primis la fase di MONITORAGGIO  è essenziale per individuare le specie di mosche da combattere e i loro principali luoghi di sviluppo e zone di aggregazione. I parametri da analizzare in un allevamento sono:

  • le condizioni degli animali
  • la localizzazione delle mosche e dei loro escrementi
  • la temperatura e l’umidità dei capannoni
  • lo stato delle struttura (grado di areazione, tipo di pavimentazione e muratura etc.)
  • la presenza di acqua (ristagni, infiltrazioni, gestione dell’acqua piovana)
  • modalità e tempi di rimozione delle deiezioni

Le strategie di controllo utilizzano anche insetti “utili” contro quelli dannosi.  In questo modo si incentiva la ricostituzione di equilibri ecologici persi con il ricorso ai soli mezzi di lotta chimica. All’interno di “buon” letame solitamente si sviluppa una ricca fauna di artropodi predatori che si nutre di uova e larve di mosche. Decimando le mosche allo stadio immaturo l’infestazione e rallentata se non bloccata. Tra i predatori naturali delle mosche troviamo l’acaro Macrocheles muscaedomesticae, l’isteride Carcinops pumilio, lo stratiomide Hermetia illucens, il tenebrionide Alphitobius diaperinus etc.

Gestire un’azienda e gli animali all’insegna del benessere porta ad un miglioramento delle rese produttive, ad una diminuzione dei costi di produzione e di esercizio ed a una interazione uomo-animale migliore!

Disinfestazione mosca con lotta chimica

La lotta chimica nella disinfestazione mosche prevede il ricorso a metodi tradizionali che basano la loro azione su principi chimici adatti al trattamenti adulticida o residuale. Esistono diversi prodotti, con diverse sostanze attive, specifici per la lotta integrata a tutte le specie di mosche. Gli insetticidi per mosche, ed in generale per tutti i ditteri, presenti in commercio propongono soluzioni sicure contro le mosche allo stato larvale e allo stato adulto, senza però tralasciare il rispetto per l’operatore, gli animali e l’ambiente.

Se siete oggetto di una disinfestazione mosche un nostro tecnico esperto vi istruirà sul prodotto insetticida per mosche migliore e sulla sua corretta applicazione. La sicurezza durante l’erogazione di un prodotto chimico è un aspetto di fondamentale importanza. Esistono almeno 3 principi attivi usati contro la proliferazione delle mosche.

come scacciare le mosche?

Il primo è l’azemethiphos, si tratta di una sostanza molto usata nel mondo delle disinfestazioni per il controllo delle mosche. I punti di forza di questa sostanza sono una lunga azione residuale e un rapido effetto abbattente. Il prodotto è letale per le mosche sia all’ingestione che al contatto. Questa sostanza viene usta soprattutto in ambito zootecnico e civile. I trattamenti con questo insetticida per mosche vanno effettuati sulle superfici maggiormente infestate, facendo attenzione che non entri in contatto con altri animali non bersaglio o con le superfici da essi raggiunti.

Un secondo prodotto insetticida contiene imidacloprid. Questa sostanza viene inglobata dentro un’esca per mosche costituita da granuli. L’effetto abbattente avviene per ingestione. Le esche per mosche rappresentano un’arma efficace, semplice da usare e molto pratica. I punti di forza di questa sostanza sono la rapidità d’azione e la doppia modalità d’applicazione.

Il terzo principio si tratta di cyromazina, un larvicida in granuli molto potente. Questo prodotto si usa maggiormente per il controllo di larve di mosca e mosconi che infestano allevamenti e abitazioni. Il larvicida per mosche blocca il ciclo biologico di questo insetto in quanto agisce dallo stato larvale post-schiusa uova fino alla fase di pre-pupa. Questo insetto è utile in quanto non abbatte altri insetti utili ma concentrandosi sulle larve dei ditteri è selettivo.


Trappole per mosche

Non dimentichiamoci anche dell’efficacia che svolgono nelle nostre case, specialmente durante i periodi più caldi, le trappole per mosche. Le trappole per mosche possono essere rappresentate sia da rimedi “fai da te” sia da lampade a raggi UV che, specialmente d’estate, attirano insetti volanti come mosche e zanzare e vengono considerate come un ottimo metodo per affrontare l’emergenza mosche. Le lampade UV possono essere integrate all’arredamento della casa e a spazi pubblici. Sono ampiamente usate nel campo della ristorazione e nelle ricettive.

Trappola per mosche “fai da te”

Esistono diversi metodi per creare delle trappole mosche “fai da te”.

  • Uno di questi consiste nel riempire mezza bottiglia di plastica vuota con dei resti di acciughe, che potete acquistare facilmente in pescheria, e con dell’acqua. Calcolate circa 4 cm di profondità di pesce e altri 4 cm di acqua. Appendete la bottiglia ad un albero, preferibilmente lontano da casa, e vedrete che funzionerà perfettamente come esca da mosche e moscerini.
  • Invece tra le piante definite repellenti naturali delle mosche troviamo: il basilico e l’eucalipto, anche il limone e i fiori di garofano aiutano a tenere lontane le mosche.
  • Potete far macerare per una settimana in un barattolo con dell’aceto alcune foglie di menta. La soluzione ottenuta diluita con acqua può essere nebulizzata nelle stanze a rischio e sulle superfici frequentemente visitate dalle mosche. In alternativa lo stesso stesso liquido da nebulizzare può essere costituito da mezzo litro d’acqua miscelato con un cucchiaio di detersivo per piatti e sapone liquido.
  • Potete anche costruire una trappola mosche naturale in questo modo: riempite la metà di un barattolo con aceto di mele, la restante metà sarà acqua e sapone. Le mosche attirate dall’odore dell’aceto rimarranno intrappolate nel sapone.
  • Infine se vorrete evitare di comprare la carta adesiva moschicida, spalmate su delle strisce di carta una soluzione di zucchero, aceto di mele e acqua; il risultato sarà lo stesso!

 

Invece per quelle già pronte all’utilizzo clicca su Trappole per Mosche e scopri tutto sulla disinfestazione ecologica mosche!